
Si chiama «pezzente» perché nasceva dai tagli più poveri del maiale — i più saporiti. Carni condite con finocchietto selvatico e peperone dolce, senza alcun conservante, come si faceva due secoli fa a Picerno. Un prodotto che da umile è diventato una ricchezza della tavola lucana.
Perfetta sbriciolata nei sughi e nelle minestre, o stagionata su un tagliere. Nel gergo locale la pezzente entra in gran parte dei piatti della tradizione contadina.
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